I NOSTRI AUTORI

CORDELLI, FRANCO

Franco Cordelli (Roma, 1943) è scrittore, critico letterario e teatrale tra i più rappresentativi del panorama italiano contemporaneo. Ha pubblicato, tra i romanzi, Pinkerton (Mondadori, 1986), La marea umana (Rizzoli, 2010), Una sostanza sottile  (Einaudi, 2016, Premio Viareggio). E tra i libri di saggistica  Partenze eroiche  (Gaffi, 2013) e  La democrazia magica (Einaudi, 1996). Collabora al «Corriere della Sera». Theoria ha già ripubblicato, Procida e il suo romanzo Guerre lontane.

D'ASSISI, FRANCESCO

Francesco d’Assisi (1182-1226), Santo, patrono d’Italia, fondatore dell’Ordine dei Francescani, il “sole” secondo Dante, è il grande rivoluzionario del cristianesimo moderno. Convertitosi poco più che ventenne, abbandona gli agi paterni per una vita dedita alla povertà. Riconosciuto da papa Innocenzo III nel 1210, dieci anni dopo abbandona, colto da crisi, la guida dell’Ordine da lui creato. Nel 1224, sul monte della Verna, è stigmatizzato. Il suo Cantico delle creature è il testo poetico più antico, autografo, della letteratura italiana.

DA VERONA, GUIDO

Guido da Verona, pseudonimo di Guido Verona (Saliceto Panaro, 7 maggio 1881 – Milano, 5 aprile 1939) è stato un poeta e scrittore italiano. Nacque in una famiglia ebraica emiliana. L’esordio come poeta avvenne nel 1901 con la raccolta Commemorazione del fatto d’arme di Brichetto, ma divenne famoso solo nel 1911 con l’opera Colei che non si deve amare, capostipite del romanzo d’appendice e della letteratura erotica. Il successo più grande lo ottenne però con Mimì Bluette fiore del mio giardino. Con uno stile leggero e arguto l’autore seppe ben interpretare le fantasie della borghesia del suo tempo. 

DE AMICIS, EDMONDO

Edmondo De Amicis, nasce a Oneglia nel 1846. Nel 1866 partecipa come luogotenente alla battaglia di Custoza e dopo la sconfitta lascia l’esercito e si dedica al giornalismo. Collabora con La Nazione di Firenze e con il primo libro, La vita militare (1868), vende oltre 250.000 copie. Nel 1886 pubblica Cuore, il libro che lo consacrerà definitivamente come uno degli scrittori più importanti dell’Ottocento italiano.              

DE BALZAC, HONORÉ

Honoré de Balzac (Tours, 20 maggio 1799 – Parigi,18 agosto 1850) ossessionato dal denaro, cinicoe volgare fino all’insopportabile, fu forse lo scrittorepiù controverso della prima metà del secolo XIX.Ma questo suo carattere ripugnante non è dissimileda quello degli infiniti personaggi che compongonola monumentale opera di tutta la vita, la Commediaumana. La storia di Balzac è la storia di un’età, coltanei suoi aspetti essenziali: la società francese, e inparticolare quella parigina, post-rivoluzionaria – cinica,meschina.

DE SAINT-EXUPÉRY, ANTOINE

Nato a Lione nel 1900, da famiglia aristocratica, fu un importante scrittore e aviatore francese. Rimase orfano di padre a soli quattro anni, ma questo tragico evento non gli impedì di trascorrere un’infanzia felice. Venne travolto da due grandi passioni: la scrittura e l’aviazione; seguì quest’ultima arruolandosi nell’immediato dopoguerra. I suoi scritti testimoniano e rispecchiano proprio l’amore per il volo. L’autore scomparve nel nulla insieme al suo aereo il 31 luglio del 1944 mentre sorvolava le acque del Mediterraneo.

DICKENS, CHARLES

Charles Dickens (Portsmouth, 7 febbraio 1812 – Higham, 9 giugno 1870), scrittore inglese nato a Landport nel 1812, fu presto vittima del dissesto familiare che condusse il padre in carcere per debiti. Molto giovane fu costretto a lavorare in una fabbrica; successivamente poté frequentare la scuola e lavorare nello studio di un avvocato. Cominciò a scrivere racconti poi confluiti in un unico volume pubblicato nel 1836 con il titolo Schizzi di Boz. Da questo spunto nacque il romanzo Il Circolo Pickwick, che ebbe vasta fortuna per la vivace caratterizzazione dei personaggi e per il sottile humour, note tipiche dell’arte dickensiana. Tra i romanzi più letti si citano La bottega dell’antiquario (1840) e David Copperfield (1850), dolente memoria autobiografica degli anni d’infanzia.

DOSTOEVSKIJ, FEDOR

Fëdor Dostoevskij (Mosca, 11 novembre 1821 – San Pietroburgo, 9 febbraio 1881) nasce da una famiglia aristocratica decaduta e di modeste condizioni. Nonostante le ristrettezze economiche, il padre, medico dell’ospedale dei poveri, riesce a mandare i figli a studiare a San Pietroburgo, dove Fëdor studia ingegneria militare. Nel 1846 pubblica il suo primo romanzo, Povera gente, che riscuote un successo immediato. Il 1861 invece è l’anno di Umiliati e offesi. A distanza di poco tempo lo scrittore pubblica Delitto e castigo, il romanzo che lo renderà celebre anche all’estero. Nel gennaio del 1868 la rivista «Il messaggero russo» comincia la pubblicazione a puntate de L’Idiota, mentre lo scrittore sta ancora lavorando al romanzo, che termina a Firenze, dove trascorre l’inverno tra il 1868 e il 1869. Nel 1871 appare I demoni, in cui l’autore critica violentemente l’ideologia e i metodi dei nichilisti, teorici dell’anarchismo e del terrorismo. Nel 1873 l’autore pubblica Il diario di uno scrittore e nel 1880 I fratelli Karamazov, il suo ultimo romanzo. La morte infatti lo coglie l’anno seguente a San Pietroburgo.

DRIEU LA ROCHELLE, PIERRE

Pierre Drieu La Rochelle, (Parigi, 1893), fu poeta, saggista e romanziere. Tra i suoi romanzi ricordiamo Lo stato civile, Gilles, Fuoco Fatuo (da cui Louis Malle trasse un film di successo nel 1963), fino al romanzo incompiuto ispirato alla vita del pittore Vincent Van Gogh, Le memorie di Dirk Raspe. Piccoli borghesi (pubblicato in Francia nel 1937), tra i suoi libri più riusciti, torna nelle librerie italiane a oltre quarant’anni dalla sua prima comparsa. Drieu La Rochelle si tolse la vita nel 1945.

DUMAS, ALEXANDRE

Alexandre Dumas (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802 – Puys, 5 dicembre 1870) fu un grande scrittore e drammaturgo francese, nonché maestro del romanzo storico. Il padre, generale della Rivoluzione francese, combatté al fianco di Napoleone. Alexandre fin da piccolo, dopo essere rimasto orfano di padre a tre anni, mostrò un grande interesse per la letteratura,  che poi coltivò fino a diventare una vera e propria passione negli anni a venire. Le sue opere più famose vennero pubblicate a puntate sui giornali, per questo motivo può essere considerato senza ombra di dubbio il padre dei feuilletons. Tra i suoi successi ricordiamo La regina Margot,  I tre Moschettieri e Il Conte di Montecristo.

EPICURO,

Nato a Samo nel 342 a.C. da genitori ateniesi giunti lì come coloni dopo la riconquista dell’isola da parte di Atene alla fine della Guerra del Peloponneso. A quattordici anni comincia a dedicarsi alla filosofia, recandosi presso uno dei maestri più rinomati dei dintorni, quella del democriteo Naifane, a Teo. Nel 324 a.C. dopo varie peregrinazioni approda ad Atene. Qui entra in contatto diretto con le due scuole di Platone e di Aristotele, e decide di aprirne una sua; il luogo deputato però non è una palestra, sede classica dell’istruzione in Grecia, ma un semplice giardino immerso nella pace della natura. Alla scuola Epicuro ammette anche donne e schiavi, ritenendo che tutti gli uomini siano uguali ed ugualmente degni di accedere al sapere.

FITZGERALD, FRANCIS SCOTT

Nato a Saint Paul il 24 settembre 1896 da un’umile famiglia cattolica, fu spesso costretto a patire le ristrezze economiche, a causa degli insuccessi professionali del padre, vivendo un’infanzia priva di agi. Mostrò sin dai primi anni dell’adolescenza una particolare attrazione per la nuova e ricca borghesia americana che guardò con rispettoe al contempo con invidia, pur riconoscendone i difetti. Dall’incontro di questi due mondi nacque in Fitzgerald un dissidio interiore che lo condusse a denunciare nelle sue opere la corruzione e l’apatia dell’alta società. Esponente di quella corrente letteraria che prese il nome di Lost Generation, fu uno dei maggiori scrittori della letteratura americana del Novecento. 
Sul piano narrativo raggiunse vertici di indiscutibile bellezza attraverso uno stile conciso, straordinariamente moderno e raffinato in opere come Di qua dal Paradiso, Belli e dannati e Il grande Gatsby. 

FLAUBERT, GUSTAVE

Gustave Flaubert (Rouen, 12 dicembre 1821 – Croisset,8 maggio 1880) fu autore poco prolifico ma meticolosoe condusse una vita contrassegnata dalla lottacontro la malattia: infatti soffriva di continui attacchidi epilessia, il più violento dei quali gli causò la morte.Flaubert, considerato precursore del naturalismo,visse la società in piena epoca borghese e, segnatodalla disillusione e dalla delusione nei confronti delprossimo, diede alla luce, lavorando al testo per bensei anni, il suo capolavoro Madame Bovary.

FRANK, ANNE

Annelies Marie Frank nasce a Francoforte sul Meno il 12 giugno del 1929. Figlia di Otto Heinrich Frank e di Edith Holländer, con i genitori e la sorella maggiore Margot si trasferisce ad Amsterdam, per sfuggire alle persecuzioni degli ebrei a opera di Hitler, che stavano sterminando intere famiglie in Germania. Quando la situazione politica si fa incandescente anche lì, i Frank insieme ad altri conoscenti si rifugiano in un alloggio segreto per sfuggire ai rastrellamenti. Dopo due anni di segregazione, Anne e gli altri reclusi vengono scoperti e costretti a salire sui famigerati treni diretti nei campi di concentramento sparsi per la Polonia. Anne morirà nel 1945 nel campo di Bergen-Belsen probabilmente per un’epidemia di tifo, un giorno dopo la sorella.

GIBRAN, KHALIL

Gibran Kahlil Gibran nasce il 6 gennaio del 1883 a Bsharri, un villaggio del Libano settentrionale, da un padre semialcolizzato e da una madre religiosissima. Grazie al consiglio della sua insegnante di inglese contrae il suo nome in Kahlil Gibran, evitando la ripetizione del patronimico e decretando il suo primo cambiamento d’identità. Nella sua intensa vita viaggiò molte volte a cavallo tra Oriente ed Occidente, fino a stabilirsi a New York dove, dopo aver pubblicato libri in inglese e aver aperto uno studio di arti figurative, morì a soli 47 anni. Pubblicata nel 1926, Sabbia e spuma è una raccolta di aforismi, alcuni brevissimi, altri più compositi ed elaborati, che trattano di tematiche quali Dio, lo spazio, il tempo, l’anima, l’amore, la poesia, la religione, la morale comune e la morale “eletta”, il disprezzo e il perdono, la ricchezza e la povertà, l’ascensione spirituale, l’incontro con Gesù Cristo, tutte tematiche care all’autore che rimase sempre in bilico tra la spumeggiante concettosità orientale e la paziente e talvolta rigida saggezza occidentale.

GODWIN, WILLIAM

William Godwin (Wisbech, 3 marzo 1756 – Londra, 7 aprile 1836), intellettuale di stampo anarchico-libertario, è autore di saggi di politica ed economia (tra cui Inchiesta sulla giustizia politica, 1793) e di alcuni romanzi innovativi (Mandeville, 1817; Cloudesley, 1830; Doloraine, 1833). Nel 1797 avviò una relazione con Mary Wollstonecraft, autrice del libello Rivendicazione dei diritti della donna. La figlia nata dalla loro relazione prenderà il nome, dopo il matrimonio con il poeta Percy Bysshe Shelley, di Mary Shelley, universalmente nota per il celeberrimo romanzo Frankenstein.

GOETHE, WOLFGANG JOHANN

Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832) è il più grande tra i poeti tedeschi e uno dei casi più rappresentativi nel panorama culturale europeo di tutti i tempi. Nato in un’agiata famiglia borghese, fu educato dal padre insieme alla sorella Kornelia. Cresciuto in un ambiente colto e raffinato, subì il forte influsso degli incontri con le sue numerose amanti,  dalle quali trasse emozioni ma soprattutto spunti di vera arte, trasferendo nella pagina ogni moto che la sua sensibilità gli faceva sgorgare nell’animo. Autore prolifico in innumerevoli ambiti, la sua attività fu rivolta dalla poetica al dramma, dalla letteratura alla teologia, dalla filosofia alle scienze, ma anche alla musica e alle altre arti. Dedicò alla sua monumentale opera, il Faust, oltre sessant’anni di lavoro; l’altro grande capolavoro per cui viene ricordato è I dolori del giovane Werther.

GOTAMA, SIDDHARTA

All’età di 35 anni, nel 530 a.C., Gotama Siddharta ebbe l’illuminazione perfetta: egli meditò una notte intera fino a raggiungere il nirvana. La vita del nobile Siddhartha, venerato come il Buddha, è costellata di eventi meravigliosi e leggendari, incontri fulminanti, grandi amori e sanguinose battaglie; insomma, uno straordinario percorso di vita che giustifica il grande carisma esercitato dalla sua dottrina su 365 milioni di fedeli in tutto il mondo. Ma cosa può avere da insegnare all’opulento occidente un uomo vissuto in India 2500 anni fa? Il pensiero buddhista ci sorprende e rasserena per la sua estraneità ai concetti di dogma e sacrificio, per il suo radioso sguardo sul presente, per la sua devozione tutta terrena verso la vita e la natura. Una prospettiva che ci aiuta a ritrovare noi stessi e le cose che contano. Qui e ora.