I NOSTRI AUTORI

NÉMIROVSKY, IRÈNE

Irène Némirovsky (Kiev, 11 febbraio 1903 – Auschwitz,17 agosto 1942), autrice di religione ebraica,visse la maggior parte della sua vita in Franciadove tentò inutilmente di sfuggire all’arresto trasferendosicon la famiglia a Issy-l’Évêque. Si affermònel panorama letterario francese con il suo primoromanzo David Golden che uscì nel 1929. Dopo l’arrestovenne deportata ad Auschwitz e qui incontrò lamorte, a 39 anni. Tra i suoi capolavori più noti, oltrea Suite francese, ricordiamo I doni della vita, I cani ei lupi e Il ballo.

NIETZSCHE, FRIEDRICH

Figlio di un pastore protestante, nacque a Röcken il 15 ottobre 1844 e seguì un regolare corso di studi che culminò nella specializzazione in filologia classica presso le Università di Bonn e di Lipsia. Nel 1879 si dimise dall’insegnamento e iniziò a viaggiare in Svizzera, Italia e Francia. Nel 1882, a Genova, conobbe Lou Andreas-Salomé, la giovane ammaliante russa con la quale ebbe una breve e tormentata relazione. Negli anni successivi scrisse alcune delle sue opere più rivoluzionarie fra le quali Così parlò Zarathustra (1883-85) e Al di là del bene e del male (1886). Nel 1889, a Torino, cominciò
a manifestare i segni di quella grave malattia mentale che lo avrebbe accompagnato sino alla morte.

NIMIER, ROGER

Nato nel 1925, dopo aver studiato filosofia, tra il 1948 e il 1953 pubblica cinque romanzi (tra cui quello che lo ha lanciato, Le spade, e quello che lo ha consacrato, L’ussaro blu), il pamphlet Le Grand d’Espa-gne dedicato a Georges Bernanos e il saggio Amour et néant. Da cronista, nel corso degli anni, si distingue soprattutto come caporedattore di Opéra e firma di Liberté de l’esprit, La Table ronde, Arts. Da collaboratore di Gallimard, riabilita i grandi francesi caduti in disgrazia ai tempi dell’epurazione, Louis-Ferdinand Céline prima di ogni altro. Il 28 settembre del 1962, nei sobborghi di Parigi, una Aston Martin si schianta a 150 chilometri all’ora. A bordo c’erano Roger Nimier, proprietario del bolide, e la scrittrice Sunsiaré de Larcône. Muoiono entrambi, lei a 27 anni, lui a 36.

PEREZ GALDOS, BENITO

Benito Pérez Galdós (Las Palmas de Gran Canaria, 10 maggio 1843 – Madrid, 4 gennaio 1920) è stato un emblematico scrittore e drammaturgo spagnolo di fine Ottocento. Dopo una forma-zione di stampo liberale, si iscrisse alla facoltà di legge a Madrid e diventò successivamente un grande conoscitore della vita sociale e politica della capitale spagnola. I molti viaggi in Europa gli permisero di sviluppare una forte aspirazione al rinnovamento politico, culturale e artistico del proprio paese. Rappresentante della corrente realista spagnola, è unanimemente considerato lo scrittore nazionale più importante dopo  Cervantes.

PERMUNIAN, FRANCESCO

Francesco Permunian, nato in Polesine nel 1951, vive e lavora da anni sul Garda.
È autore di diversi libri, tra i quali La Casa del Sollievo Mentale (2011) e Il gabinetto del dottor Kafka (2013). Sotto il titolo Costellazioni del crepuscolo nel 2017 il Saggiatore ha dato alle stampe, in un unico volume, i suoi primi due romanzi (Cronaca di un servo felice e Camminando nell’aria della sera), mentre invece da Theoria sono usciti prima Chi sta parlando nella mia testa? e poi Nel paese delle ceneri. E infine Sillabario dell’amor crudele, pubblicato da Chiarelettere e vincitore del Premio Dessì 2019 per la narrativa.

PIRANDELLO, LUIGI

Nato ad Agrigento il 28 giugno 1867 in un contesto borghese, studia filologia pressole Università di Palermo, Roma e Bonn ove si laurea. Docente presso l’Istituto Superiore di Magistero a Roma, pubblica, nonostante i molti e gravi problemi familiari, poesie, saggi, romanzi e novelle e, dal decennio 1910-20, comincia ad affermarsi come autore teatrale (Pensaci, Giacomino!, Così è se vi pare, Il piacere dell’onestà, etc.), per giungere infine allo straordinario consenso ottenuto con Sei personaggi in cerca d’autore (1921). Insignito del Nobel per la letteratura nel 1934, Pirandello coglie e rappresenta in maniera esemplare la crisi d’identità dell’uomo contemporaneo, la relatività di ogni suo pensiero e di ogni sua azione. I romanzi Il fu Mattia Pascal e Uno, nessuno e centomila costituiscono senz’altro momenti d’importanza cruciale nella sua complessa parabola creativa ed esistenziale.

PLATONE,

Platone nacque ad Atene nel 428/427 a.C. da un’influente famiglia che vantava fra i propri antenati Codro, antico re di Atene, e Solone. Allevato fra ginnastica, musica e conviti, pare si dedicasse alla poesia, prima di incontrare Socrate, dal quale rimase così colpito da abbandonare per sempre tale attività. Dopo la morte di Socrate, la sua vita fu come attratta da due poli, quello filosofico (fondò nel 387 la sua scuola, l’Accademia, che annoverò fra i propri studenti Aristotele) e quello politico (si recò per ben tre volte, e con gravi rischi, a Siracusa, prima presso il tiranno Dionigi il Vecchio, poi presso Dionigi il Giovane, coltivando la speranza, costantemente frustrata, di attuare una riforma ispirata al proprio ideale filosofico-politico). Morì ad Atene nel 348/347 a.C. 

PLUTARCO,

Plutarco (Beozia, 50 d.C. – ivi, dopo il 120 d.C.), scrittore greco un tempo famosissimo e che esercitò un notevole influsso sull’intera letteratura europea – soprattutto per le sue Vite, e per alcuni testi dei Moralia dedicati all’educazione – è stato soltanto di recente rivalutato. Molti sono gli studiosi che oggi sottolineano le sue doti di scrittore, in grado di delineare caratteri con grande profondità psicologica (servendosi di una lingua neoattica elegante e ancora creativa), ma anche quelle filosofiche, con particolare riferimento alla sua concezione di “vita filosofica” e all’aspirazione a formare caratteri, tramite la lettura e la scrittura (si pensi a Hadot e a Foucault, che alla sua ethopoiia si ispira esplicitamente, e a un saggio di Steiner sulla lettura).

POE, EDGAR ALLAN

Edgar Allan Poe (Boston, 19 gennaio  1809  –  Baltimora,  7 ottobre  1849) è stato uno  scrittore,  poeta,  critico letterario, giornalista,  editore  e  saggista  statunitense. Protagonista di una vita intensa e disordinata, fu uno dei maggiori rappresentanti del romanzo gotico e grande teorico della letteratura, ispirando così il più importante movimento poetico del secondo Ottocento, il Simbolismo. Nella sua ampia produzione di racconti emergono gli aspetti più oscuri dell’animo umano attraverso la creazione di situazioni inquietanti e grottesche. È considerato l’iniziatore del giallo psicologico e del racconto poliziesco.

POLVERARI, GIANLUCA

Gianluca Polverari è attivo nel mondo della musica da oltre 20 anni come speaker radiofonico e giornalista in varie testate nazionali e regionali. Attualmente è impegnato come regista e conduttore presso Rai Radio Live, direttore artistico e conduttore presso Radio Città Aperta, conduttore speaker su Radio Città Futura, fondatore del sito Romasuona.it e collaboratore dello storico maga-zine musicale Rockerilla. 

PREVIGNANO, ANDREA

Andrea Prevignano (1967) è giornalista presso il Gruppo Gedi.  Dal 2003 si occupa della redazio-ne di programmi di Radio Deejay e svolge funzione di speaker.

PROUST, MARCEL

Marcel Proust (Parigi, 10 luglio 1871 – Parigi, 18novembre 1922) è lo scrittore la cui fama è legata all’imponente romanzo Alla ricerca del tempo perduto, suddiviso in sette libri, che comincia a pubblicarea partire dal 1913, tre dei quali usciranno postumi. Ma Proust è autore anche di prose (si legga il suol ibro d’esordio I piaceri e i giorni), di poesie e di saggi critici (celebri il Contro Sainte-Beuve e il saggio dedicato a John Ruskin). Jean Santeuil è il primo romanzo che abbia scritto.

ROTH, JOSEPH

Joseph Roth (Brody, 2 settembre 1894 – Parigi, 27 maggio 1939) è stato scrittore e giornalista austriaco, cantore della dissoluzione storica, politica e culturale del suo tempo.  Sperimenta la discriminazione degli ebrei, la perdita della patria e l’esilio.  
Il suo sentirsi nomade, lontano dalla propria terra ed estraneo a una società priva  di valori umani e civili riecheggerà nella sua produzione letteraria. Tale sensazione si riflette sui protagonisti dei suoi scritti: esuli, reietti, sopravvissuti a un mondo ormai dissipato. Fra le opere più note ricordiamo La leggenda del santo bevitore, Giobbe. Romanzo di un uomo semplice, Il leviatano e Fuga senza fine.  

RYOKAN, TAIGU

Ryokan Taigu (1758-1831), che significa, pressappoco, “Buono, gentile e sommo scemo”, in verità si chiamava Eizo Yamamoto. Incapace di adattarsi alla malvagità del mondo, Eizo lascia la famiglia, pratica lo Zen, scrive poesie tra le più lievi e perfette della tradizione orientale. Nasce così la leggenda di Ryokan, il monaco strambo, che mendica, gioca con i bambini, preferisce la poesia solitaria agli onori del mondo. Le sue opere sono tra le più note della letteratura nipponica. 

SCHOPENHAUER, ARTHUR

Arthur Schopenhauer (1788-1860) è il filosofo più influente della modernità. Da Lev Tolstoj a Michel Houellebecq in moltissimi hanno riconosciuto nel pensatore di Danzica, anarchico, eretico, conturbante, un maestro. La sua opera decisiva è Il mondo come volontà e rappresentazione, pubblicato 200 anni fa, ma è con i Parerga e paralipomena che Schopenhauer inaugura  la “popolarizzazione della filosofia” (Giorgio Colli). 

SENECA, LUCIO ANNEO

Seneca è il più illustre esponente, assieme a Cicerone, della prosa filosofica romana. Nelle opere filosofiche (alcune ci sono pervenute sotto il titolo complessivo di Dialogi; altre sono veri e propri trattati che, pur non differendo sostanzialmente dai Dialogi, non sono stati compresi dalla tradizione nella raccolta) e nelle Epistulae morales ad Lucilium, riprende e sviluppa i temi principali della filosofia morale antica, temi che animano anche il corpus delle sue tragedie, le uniche di tutta la letteratura latina che conosciamo non frammentariamente.